Inside ESC PhD – Giulia Sironi

Nell'ambito del racconto dei dottorandi e delle dottorande del PhD in Educazione nella Società Contemporanea pubblichiamo la presentazione di Giulia Sironi
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Il contesto di partenza e la nascita dell’interesse di ricerca

Il mio percorso di dottorato prende avvio in un momento storico particolarmente significativo per il mondo dell’educazione e della tecnologia. Il 30 novembre 2022, giorno del rilascio pubblico di ChatGPT da parte di OpenAI, ha rappresentato per me una data spartiacque, paragonabile – per impatto simbolico – a quelle che studiamo nei libri di storia.

In quel periodo stavo concludendo il mio percorso di laurea magistrale e ricordo vividamente lo stupore provato nell’interagire con un’entità nuova, immateriale, capace di rispondere a una vasta gamma di domande. Quella che inizialmente era una curiosità personale si è rapidamente trasformata in un interesse scientifico: ho iniziato a documentarmi sempre di più sui nuovi strumenti di Intelligenza Artificiale Generativo, approfondendone non solo il funzionamento tecnico, ma soprattutto le implicazioni educative e pedagogiche.

Il primo anno di dottorato: esplorazione e orientamento

Il primo anno di dottorato è stato dedicato principalmente all’osservazione e all’orientamento. Ho cercato di comprendere le direzioni intraprese dalle principali aziende ed-tech e le diverse posizioni assunte dalle università a livello internazionale rispetto all’uso dell’intelligenza artificiale nella didattica.

Un momento di svolta significativo è arrivato nel febbraio 2024, quando ho iniziato un periodo di affiancamento con Susanna Sancassani, direttrice del centro METID del Politecnico di Milano e mia prima supervisor di dottorato. Ho avuto l’opportunità di entrare in contatto diretto con il contesto del Politecnico e di assistere alle lezioni del corso dottorale Teaching Strategies, all’interno del quale veniva utilizzato uno strumento di intelligenza artificiale sviluppato internamente dall’Ateneo.
Questa esperienza ha rafforzato il mio interesse di ricerca e ha dato avvio a una fase di intensa sperimentazione, studio e confronto con altri ricercatori e professionisti del settore.

Definizione dell’oggetto di studio e difficoltà nella letteratura

L’oggetto di studio della mia tesi era inizialmente chiaro nelle intenzioni, ma complesso da collocare nella letteratura esistente. L’obiettivo era infatti quello di integrare in modo pedagogicamente coerente uno strumento di intelligenza artificiale all’interno di un insegnamento universitario.    
La revisione della letteratura si è rivelata particolarmente sfidante: al momento dell’avvio della ricerca, il tema era ancora molto recente e molti contributi disponibili presentavano riferimenti pedagogici poco soddisfacenti dal mio punto di vista teorico.

Collaborazione con SceneSnap e prospettiva interdisciplinare

Dopo un periodo di riflessione e ridefinizione dei miei interessi di ricerca, si è aperta la possibilità di collaborare con una giovane start-up milanese, SceneSnap, impegnata nello sviluppo di una piattaforma di apprendimento AI-enhanced rivolta all’istruzione terziaria. 
All’interno di questa realtà, inizialmente composta prevalentemente da ingegneri, ho contribuito portando una prospettiva educativa e pedagogica, collaborando alla definizione delle funzionalità della piattaforma, della loro struttura e dei relativi obiettivi formativi.

Questa esperienza mi ha permesso di sviluppare una visione più completa e articolata del mio oggetto di studio, grazie a un continuo scambio interdisciplinare.

Ricerca attuale: casi studio e ripensamento della didattica universitaria

Attualmente sto strutturando una serie di casi studio finalizzati all’implementazione della piattaforma in specifici contesti didattici universitari. L’obiettivo non è tanto misurare l’impatto dello strumento in senso stretto, quanto individuare nuovi approcci alla didattica che possano supportare i docenti nel ripensare il proprio metodo di insegnamento. Ogni caso studio viene seguito passo dopo passo, attraverso un dialogo costante con i docenti coinvolti, disponibili a sperimentare l’uso di strumenti di intelligenza artificiale nella loro pratica professionale. Il mio ruolo è spesso simile a quello di una consulente pedagogica: parto dall’ascolto delle modalità di insegnamento consolidate e, insieme ai docenti, lavoro alla progettazione di una nuova struttura del corso, dalle attività in aula e fuori dall’aula fino alle modalità di valutazione.

Perché l’università

La scelta di concentrarmi sull’istruzione universitaria risponde anche a un posizionamento personale. Ritengo che l’uso dell’intelligenza artificiale sia più appropriato in contesti in cui gli studenti abbiano già sviluppato competenze di base fondamentali, come la capacità di prendere appunti, costruire mappe concettuali e sintetizzare contenuti. A mio avviso, l’introduzione di strumenti di intelligenza artificiale in gradi di istruzione precedenti potrebbe risultare problematica e potenzialmente dannosa per lo sviluppo di competenze cognitive essenziali.

Affiliazioni e gruppi di ricerca 

Faccio parte del LISP – Laboratorio Informatico di Sperimentazione Pedagogica e seguo con interesse le attività del DitWel, centro di ricerca interdipartimentale della mia Università.
Sono infine coinvolta, a supporto del docente Dimitri Ognibene e del suo team, nel progetto Erasmus+ Integrating Data Analysis and AI in Learning experiences attualmente in corso.

 

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