Spazio professioni

Il Dipartimento di Scienze Umane per la Formazione “Riccardo Massa”, con le sue differenti e articolate proposte, forma diversi profili professionali. Di seguito alcune informazioni utili per approfondire e scegliere.

Antropologo
scuture tribali

L’antropologo/a è uno/a specialista di scienze sociali formato/a all’analisi dei contesti umani nei loro aspetti relazionali, simbolici, comunicativi, economici, materiali ed estetici, dunque culturali in senso lato, grazie a un metodo di ricerca, l’etnografia, basato sull’immersione nel contesto stesso e grazie a un apparato critico-interpretativo specifico alla disciplina.
Il campo di applicazione dell’antropologia è tutto ciò che “fa società” in modo specifico e dunque vario e differenziale nel mondo contemporaneo. Per esempio: un gruppo residenziale come un quartiere o un villaggio, un gruppo globale come chi condivide il sapere bio-medico, l’insieme transnazionale di una migrazione, un gruppo “etnico”, un gruppo definito dal genere.
L’antropologo/a possiede competenze
1)    di metodo : definizione dei problemi, acquisizione, analisi e trattamento di dati, approccio a fonti di ordine diverso, comprensione di contesti sociali e in particolare, di relazioni umane e ordini simbolici quali l’etnicità, il genere, le formazioni politiche e religiose, i sistemi di cura e di relazione.
2)    di contenuto: competenze linguistiche e comunicative, conoscenze storiche, geopolitiche e contestuali di area e di settore.
3)    di approccio interpretativo: conoscenza dei principali paradigmi interpretativi del sociale, dell’alterità, della produzione simbolica materiale e immateriale elaborati dalla disciplina.

Comunicatore Interculturale
Telefoni vintage

Lo sviluppo delle nuove tecnologie, l’intensificarsi dei processi di globalizzazione e il carattere sempre più multiculturale della società contemporanea rendono il comunicatore interculturale una figura professionale irrinunciabile per chiunque desideri affrontare e risolvere con efficacia e incisività le complesse sfide che sempre più spesso la moderna comunicazione lancia al mondo del lavoro. La conoscenza di una lingua orientale (a scelta tra arabo, cinese e giapponese) e la capacità di analizzare e comprendere le dinamiche psicologiche, sociali, culturali, linguistiche ed economiche che contraddistinguono l’atto comunicativo permetteranno ai laureati in Comunicazione interculturale di muoversi con disinvoltura negli ambiti lavorativi in cui la dimensione interculturale si innesta più profondamente nel settore della comunicazione, mettendoli in grado di operare, in Italia come all’estero, nel contesto di imprese, servizi, enti pubblici e privati, organismi internazionali, istituzioni scolastiche, formative, assistenziali e del terzo settore.

Educatore socio‑pedagogico
Parole chiave Educatore

L’educatore socio-pedagogico, il cui ruolo è capillare per la sua diffusione in contesti e ambiti differenti, vede da alcuni anni e sempre più un riconoscimento normativo che ne formalizza l’azione.
La sua attività, che può avere carattere formale, non formale e informale, avviene nell’ambito educativo, formativo e pedagogico e si rivolge alle varie fasi della vita, in una prospettiva di crescita personale e sociale.
In particolare, può operare nell’ambito educativo e formativo; scolastico; socio-assistenziale, limitatamente agli aspetti socio-educativi; sanitario, limitatamente alle attività educative e socio-educative; della genitorialità e della famiglia; culturale; giudiziario; ambientale; sportivo e motorio; dell’integrazione e della cooperazione internazionale.
Inoltre, con percorso dedicato volto a qualificare la figura dell’educatore dell’infanzia, può operare nei servizi educativi per l'infanzia.
Tale riconoscimento ha prodotto e sta producendo cambiamenti importanti sia nel mondo del lavoro educativo, sia nella formazione dei professionisti educativi, al fine di porli nelle condizioni di affrontare le diverse situazioni in cui si troveranno coinvolti.

Insegnante di scuola dell'infanzia e di scuola primaria
Mano che guida nella lettura

L’insegnante di scuola dell’infanzia e di scuola primaria fa parte del personale docente della scuola dell’infanzia che accoglie (non obbligatoriamente) tutti i bambini dai 3 ai 6 anni, e della scuola primaria che avvia il percorso scolastico obbligatorio dei bambini dai 6 agli 11 anni.

In scuole statali o paritarie, coordinate da un dirigente scolastico o da un coordinatore pedagogico, e a volte in altre strutture educative (ad esempio ospedaliere), l’insegnante svolge attività educative e didattiche progettate in modo autonomo e collegiale, e assicura il raccordo tra servizi all’infanzia e la scuola primaria. Qualora conseguita l’abilitazione, può operare come insegnante di sostegno, per l'accoglienza e l'inclusione degli allievi con disabilità.

La realtà sociale in continuo cambiamento e i progressi della ricerca riguardante la scuola e i suoi operatori, anche all’interno del quadro europeo di riferimento, fanno dell’insegnante una figura professionale polivalente, dotata di molteplici competenze disciplinari, metodologico-didattiche e relazionali, in una visione globale, sociale e storico-culturale di sviluppo e di crescita dei bambini.

Pedagogista
piantina che cresce

Il pedagogista, recentemente riconosciuto a livello normativo, è uno specialista dei processi educativi e formativi che svolge funzioni di progettazione, coordinamento, intervento e valutazione pedagogica, in molteplici contesti sociali; è un professionista in grado di proporre consulenze pedagogiche rispetto a problemi complessi, di gestire e coordinare servizi e organizzazioni in ambito educativo, formativo, di cura e di assistenza per ciò che riguarda gli aspetti socio-pedagogici, di offrire consulenze di riflessione e chiarificazione esistenziale rispetto a percorsi individuali e collettivi sia nella normalità sia nel disagio.

Gli ambiti di intervento che caratterizzano in modo prevalente le sue attività professionali sono: il Sistema dei Servizi Territoriali e alla persona degli Enti Locali (politiche sociali, servizi alle famiglie, servizi di tutela, servizi educativi territoriali, servizi di rete territoriale); il sistema della formazione e dell’istruzione scolastica; gli Enti del Terzo Settore e del privato sociale (Cooperative Sociali, Comunità educative territoriali, Agenzie di formazione); i servizi e i sistemi della formazione professionale manageriale.